Anno 2018

Spettacolo Teatrale “La scelta”


Teatro del Collegio Pio X di Treviso

Raccolte durante il conflitto bosniaco dalla dottoressa Svetlana Broz e affidate alla voce di Marco Cortesi e Mara Moschini, queste quattro storie rappresentano straordinarie testimonianze di eroismo, coraggio e umanità. Storie vere di uomini e donne che hanno avuto la forza di rompere la catena dell’odio e della vendetta, la capacità di vedere oltre il loro egoismo e rischiare la loro stessa vita per salvare quella di altri. Storie vere, autentiche, indimenticabili, raccolte con un piccolo registratore sui campi di battaglia.


Anno 2018

Spettacolo Teatrale “Il Muro”

Teatro Comunale di Treviso

E’ stata una delle barriere più invalicabili e letali che l’essere umano abbia mai conosciuto in grado di tenere divisa una città per 28 anni e provocare la morte di centinaia di persone. 

Attraverso reali testimonianze frutto di un’inchiesta giornalistica sul campo, lo spettacolo “Die Mauer • Il Muro” porta in scena indimenticabili storie vere di determinazione, coraggio e fede nel nome della libertà e del rispetto dei diritti umani. Una storia, quella del Muro di Berlino, che parla di violenza e dittature, ma allo stesso tempo del destino di migliaia di persone che decisero di scavalcare una barriera ingiusta e ignobile per conquistare il diritto di essere semplicemente “liberi”.

Partecipare il presente ha devoluto l’intero incasso della serata all’Associazione “Casa Respiro” di Morgano.

Casa Respiro è un’esperienza innovativa di cohousing sociale. E’ una piccola comunità flessibile che accoglie persone in difficoltà psicologica o con disagio mentale ben compensato, che hanno bisogno di staccarsi per un breve periodo dalla famiglia. Offre stimoli per riprendere in mano la propria vita partendo dal lavoro, dalla formazione, dalla socialità.
Il progetto ha ottenuto il partenariato del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ulss 9 Treviso e dei Comuni di Morgano, Istrana, Quinto di Treviso, Zero Branco e Preganziol.


Anno 2018

Fare politica. Fragilità e responsabilità del voler-vivere-assieme

Sala conferenze della Camera di Commercio di Treviso e BellunoTreviso

Riflettere sulla politica, al di fuori di pregiudizi e luoghi comuni, significa farsi carico dei due caratteri della durata e della fragilità. La politica è il luogo dove il durevole e il fragile si congiungono inesorabilmente. La politica rappresenta qualcosa di duraturo perché dice qualcosa di noi stessi che nessun’altra dimensione umana riesce a mostrare.

La politica cioè nasce dal fatto che gli esseri umani cercano tra loro un incontro che possa durare. D’altra parte questo incontro è sempre esposto alla fragilità perché gli esseri umani a volte preferiscono delle scorciatoie legate alla violenza, alla dominazione, alla corruzione, al dispotismo, al totalitarismo.


Anno 2017
Il lavoro che serve e che c’è

Possibilità e prospettive del lavoro generativo

L’economia attuale pone al centro il profitto in un sistema che relega il lavoro a mero strumento. Certo, il profitto è una delle condizioni di esistenza di un’impresa, ma non può essere l’unico obiettivo. 
Solo il lavoro, inteso come spazio nel quale esprimere un apporto personale, relazionale e creativo e nel quale ritrovare significato, può dar vita a idee e innovazione. Alcune aziende scelgono di porre al centro il lavoro, dimostrando la loro forza di generare valore sociale e collettivo.


Relatore: Alessandra Smerilli

Docente di Economia politica e Statistica alla Pontificia Facoltà di Scienze
dell’educazione Auxilium di Roma.

Anno 2017
Il lavoro che serve e che c’è

Digitale, telematica, robotizzazione: fine del lavoro o nuovo inizio?

I progressi della robotica e dell’intelligenza artificiale annunciano forti implicazioni nel lavoro e nell’intera vita sociale, in un futuro non lontano. La storia dell’innovazione ci insegna che le nuove tecnologie possono creare più occupazione e benessere di quanta ne distruggono, a patto che nella società ci siano le condizioni per una maggiore e migliore distribuzione dei loro benefici. Come rendere lavoratori ed imprese pronti a rispondere e cogliere queste trasformazioni?


Relatore: Irene Tinagli

Economista, accademica e
parlamentare italiana.

Anno 2017
Il lavoro che serve e che c’è

La frontiera della sostenibilità apre al nuovo lavoro

La crisi che da anni attanaglia il mondo occidentale ha reso evidente la necessità di idee e azioni concrete per rendere nuova e diversa la nostra economia.
Nel mercato tradizionale i cittadini sono consumatori ma se scelgono di trasformarsi in consum-attori, premiando le imprese in base alle scelte di valore con cui operano nel mercato – rispetto dell’ambiente, dei diritti sociali e del lavoro – contribuiranno allo sviluppo di un’economia più sostenibile che pone al centro il bene di tutti e di ciascuno.


Relatore: Chiara Mio

Professore ordinario presso il Dipartimento di Management dell’Università
Cà Foscari di Venezia e Presidente di Crédit Agricole FriulAdria SpA.

Anno 2017
Il lavoro che serve e che c’è

Il senso del lavoro

Se nel lavoro l’uomo mette in gioco tutte le sue dimensioni, è quanto mai opportuno un approccio antropologico e filosofico che metta al centro, da una parte, la persona umana e la sua capacità creativa e, dall’altra, il contributo del lavoratore al patto sociale su cui si regge una comunità. 
In quest’ottica il lavoro, non solo quello remunerato, stimola la partecipazione all’interno della società, assicurando il riconoscimento e l’inclusione alla vita comunitaria. 
Tale orizzonte contribuisce a superare i luoghi comuni, stimolando scambi improntati alla reciprocità e mantenendo vivo il principio cardine del nostro ordinamento, il lavoro. 


Relatore: Umberto Curi

Filosofo Italiano, Professore emerito presso l’Università degli Studi di Padova e
docente all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.