
Venerdì 21 ottobre 2011
“Ma solo chi è pronto a tutto, chi
Lettere a un giovane poeta, Rainer Maria Rilke
non esclude nulla, neppure il più
grande degli enigmi, vivrà la relazione
con un altro come cosa viva
e sfrutterà fi no in fondo anche la
propria esistenza. Poichè se noi
pensiamo questa esistenza individuale
come un ambiente più o
meno grande, si vedrà che i più
imparano a conoscere solo un angolo
del loro ambiente, un posto
alla finestra, una striscia, su cui
essi vanno avanti e indietro. […]
Noi però non siamo prigionieri”.
Auditorium ex chiesa di S. Croce – Treviso
Le condizioni del vivere nella città stanno cambiando, ormai da diversi anni a questa parte. In passato i centri urbani hanno mostrato grandi capacità nell’assorbire e sfruttare a proprio vantaggio le tensioni tipiche delle fasi di passaggio.
Oggi, tuttavia, mentre alcune metropoli ed aree europee conoscono una fase di rilancio, molte nostre città si scoprono più vulnerabili, percorse da incertezze, da preoccupazioni sul futuro, da aspettative di peggioramento. Le difficoltà in effetti non mancano: la città continua a perdere abitanti e ad invecchiare, mentre aumentano le disparità economiche tra i cittadini e cresce l’instabilità familiare e lavorativa.
Attraverso l’analisi del Prof. Marini e riferendosi alla ricerca “La società veneta e le sue rappresentazioni”, promossa da Corriere della Sera – Corriere del Veneto e realizzata dalla Fondazione Nord Est, si cercherà di capire se lo sviluppo e la competitività economica passeranno attraverso il rilancio della città, dal suo grado di coesione sociale e in un rapporto di sempre più stretta dipendenza dalla qualità dell’abitare. Senza, con ciò, perdere di vista che costruire una buona città è compito di ogni buon cittadino.
